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mercoledì 18 OTTOBRE 2017
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Sant'Eufemia da vivere

Tradizioni

Le feste religiose, per lo più, rispettano un rituale antico e consueto.

Il mattino presto la festa inizia con gli spari e la Banda che suona lungo le vie del paese, quindi segue il rito della S. Messa celebrata, in alcuni casi, da tre sacerdoti (Messa Parata).

Nel pomeriggio si svolge la processione seguita dalla Banda ed infine la serata viene allietata da un concerto musicale.Soprattutto nei tempi passati ogni festivita si distingueva dall’altra per qualche peculiarità:

17 gennaio festa di S. Antonio Abate
Dal racconto dei nonni sappiamo che all’uscita dalla S. Messa, proprio davanti alla Chiesa, venivano venduti all’asta i “Palmenteri” e offerti dai contadini locali beni alimentari, come pollame, formaggi, ecc…il Comitato organizzatore con il ricavato delle vendite provvedeva a pagare le spese della Festa. Poi i contadini ed i pastori portavano i loro animali nella piazza e dopo aver acceso un grande fuoco il parroco benediceva il bestiame.
Era tradizionale, oltre a ciò, la corsa dei cavalli per le strade del paese. Oggi il 17 gennaio di ogni anno in onore di S. Antonio.i devoti offrono pane benedetto alle famiglie locali.

13 giugno festa di S. Antonio di Padova
La sera prima, dopo aver disposto il Santo, suonavano le campane per annunciare l’inizio della festa. La gente si recava in chiesa per recitare il Vespro che spesso era accompagnato dalla note della Banda. La mattina due componenti del Comitato Festa al seguito della la Banda che suonava per le vie del paese con una bisaccia in spalla, bussando casa per casa, raccoglievano le offerte che in genere consistevano in grano e uova. Poi c’era la processione accompagnata dalla Banda i cui musicanti venivano invitati a pranzo dalle famiglie del paese.

24 giugno festa di S. Giovanni Battista
Gli antichi credevano che nella notte fra il 23 e il 24 giugno gli elementi della natura aria, acqua, fuoco e terra si caricassero di poteri particolari. Così raccoglievano le erbe, soprattutto se bagnate dalla rugiada notturna, perché erano ritenute speciali e quindi in grado di guarire malanni e scacciare demoni e streghe. Non era solo superstizione, è noto che solo in alcuni giorni dell’anno è possibile ottenere dalle piante i massimi principi attivi (effetto balsamico). Il 24 giugno si accendevano grandi fuochi affinché i raccolti fossero abbondanti, si cantava e si danzava intorno ad essi, in vari modi si prediceva la sorte. Esisteva un’usanza particolare, ancora oggi visitata, “S. Giovanni alla bottiglia”: si empiva una bottiglia bianca, un po’ a fiaschetta, con acqua in cui si faceva cadere l’albume di un uovo fresco. La bottiglia veniva, poi, posta sul davanzale di una finestra.
La mattina seguente la famiglia riunita, in ginocchio, ammirava nella una bottiglia la magia della barchetta, con tanto di albero e vela, ed, anche, si racconta con l’immagine del Santo. Oggi in occasione di questa festività e della contestuale notte, ritenuta un tempo magica per tutte le erbe, si organizza la “Festa delle Erbe”. Si inizia con un’escursione guidata intorno al territorio santeufemiese alla scoperta delle erbe, le quali, raccolte durante la passaggiata, vengono poi cucinate e degustate insieme con i prodotti tipici locali presso la Piazzetta dei Fiori.

27 luglio festa di S. Gioconda
Era il momento della mietitura e i contadini, pur essendo giorno di festa, si recavano nei campi fino a mezzogiorno quando, uno sparo pirotecnico, ne annunciava l’inizio. Così tutti tornavano a casa.
S. Gioconda era soprannominata “la Santa pisciatara” perché veniva invocata per far piovere e, infatti, bastava portare la sua statua in processione perché piovesse.
Era usanza che i bambini, con in mano un’immagine della Santa, girassero per le vie del paese con una bisaccia per raccogliere grano, mentre gli uomini del Comitato Festa andavano per le campagne ricevendo dai contadini devoti un covone di grano. Anche i pastori offrivano una giornata di formaggio che veniva venduto durante “la ial” (asta) che si svolgeva nella piazza antistante la Chiesa e dove erano venduti anche i Palmenteri che erano stati lì portati dalle donne del paese sulla testa. La sera nell’intervallo del concerto bandistico, si svolgeva il “ballo della pupa” ancor’oggi in uso. Alla fine della serata si estraeva “la riff” (la lotteria) con premi, non ricchi, come agnelli e conche di rame ma che, certamente, richiamavano l’interesse della gente.

24 agosto festa San Bartolomeo Ap. Patrono e di S. Eufemia
Si dice che fosse un uomo genuino:
“un uomo in cui non c’era falsità (Gv 1,45-5)”,
passato dallo scetticismo a un atto di fede ardente,
era disponibile, non ingannava nessuno, era un buon lavoratore…
e, con queste qualità, il Signore lo rese fondamento
della sua Chiesa assieme agli altri apostoli

Ecco perché siamo fieri che sia Lui il nostro Santo Patrono!!!

La Festa in onore di S. Bartolomeo e S. Eufemia è la festa più importante perché si festeggiano i Santi protettori. La mattina l’inizio dei festeggiamenti è annunciato dai botti e dal suono della banda dopo i quali si svolge il rito della S. Messa. Il pomeriggio vengono portati in processione i Santi Bartolomeo ed Eufemia. L’emozione è forte tutti gli anni anche perché in questo periodo gli emigranti “tornati a casa” portano in spalla i Santi alternandosi con i paesani rimasti. La sera solitamente si svolge un concerto ed il “ballo della pupa”.

8 settembre festa della Madonna delle Grazie
Si celebrava nel borgo di Roccacaramanico e, per partecipare alla festa, la gente di S. Eufemia si recava a piedi alla “Rocchetta”. Lì venivano offerti dal Comitato Feste i confetti di Sulmona.
Erano tre giorni di festeggiamenti la sera si ballava all’aperto e si potevano ammirare i fuochi d’artificio.

Purtroppo non tutte queste solennità vengono ancor’oggi celebrate, ma è in animo di tornare a far rivivere queste antiche tradizioni, soprattutto per onorare i Santi, ma anche per riprendere a camminare lungo il sentiero tracciato da chi con passione e viva fede, rinunciando anche al riposo, dopo il duro lavoro dei campi, si dedicava all’organizzazione di un giorno da trascorrere in preghiera e in letizia.